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20 agosto 2017

[19.06.2017] Tribunale di Forlì, ord. 19.6.2017, est. Picci

azione ex art. 2041 CC nei confronti di procedura concordataria – ammissibilità – elemento soggettivo richiesto – buona fede – pagamento “gratuito” di debito di altra società appartenete al medesimo gruppo – illiceità  ...[continua]

[14.06.2017] Comitato dell’albo dei CT e dei Periti Residenza

art. 14. d.a. CPC la competenza funzionale del Comitato costituito presso un determinato Tribunale è circoscritta al territorio della sua circoscrizione; ne consegue che il Comitato non potrà che essere formato, per quanto qui rileva, che dal presidente del tribunale di Forlì, dal Procuratore della Repubblica di Forlì e da un professionista iscritto nell'albo professionale di Forlì  ne consegue che potranno essere iscritti all’albo di questo Tribunale unicamente i professionisti iscritti al corrispondete Ordine/Collegio professionale  l’avere la residenza nell’ambito della circoscrizione del Tribunale non è circostanza rilevante ai fini della iscrizione dell’albo ...[continua]

[14.06.2017] Comitato dell’albo dei CT e dei Periti Associazione Privata

art. 14. d.a. CPC – Comitato dell’albo dei CT e dei Periti – Composizione – enti pubblici (Ordini/Collegi professionali ovvero la Camera di Commercio) Associazione Nazionale Tributaristi – è ente di natura privatistica  nel caso di CT/Periti che corrispondono a qualifiche professionali, che prevedono l’appartenenza a specifici Ordini o Collegi che sono enti di natura pubblica sottoposti alla vigilanza del Ministero della Giustizia, che hanno una disciplina pubblica ed a cui si può accedere solo dopo apposito esame di abilitazione (art. 33 Cost.) del Comitato fa parte un rappresentante di tale Ordine\Collegio;  nei casi residuali è ammessa l’iscrizione di esperti/periti presenti negli albi della Camera di Commercio, ente di diritto pubblico, di tal che del Comitato fa parte un rappresentante della Camera di Commercio l’Associazione Nazionale Tributaristi, costituita ai sensi dell’art. 2 c. 1 L. 14.1.2013 n. 4, ha “natura privatistica” e pertanto non può far parte del Comitato ...[continua]

[31.05.2017] Tribunale di Forlì – sent. 31.5.2017 – est. Pescatore

Art. 1350 CC – art. 2556 CC Contratto autonomo di garanzia – eccezioni opponibili dal garante – nullità per mancanza di forma scritta – esclusione – Contratto di affitto di azienda – forma scritta ad probationem scrittura privata non autenticata – sufficienza – modifica del contratto – forma scritta – non necessaria 1. In caso di garanzia autonoma a prima richiesta, il garante è esentato dal dover esaminare qualsiasi eccezione attinente la validità del rapporto negoziale (ivi comprese quelle eventualmente attinenti la nullità per mancanza di forma). In tal caso l’unica diligenza, che può chiedersi al garante, è che questi non provveda a fronte di una condotta abusiva/fraudolenta del creditore ( ed immediatamente percepibile come tale tenuto conto degli elementi di conoscenza in capo al garante). 2. la rinunzia ad opporre le eccezioni inerenti al rapporto principale comprende anche quelle relative alla nullità del contratto presupposto, fatta eccezione di quelle per contrarietà a norme imperative o per illiceità della sua causa 3. l’art. 1350 CC prevede la semplice forma scritta (l’atto pubblico ovvero la scrittura privata, anche non autenticata) a pena di nullità ad substatiam nei casi di contratti di locazione ultranovennali 4. l’art. 2556 CC prevede invece unicamente, che i contratti di affitto e cessione azienda siano provati per iscritto, il che per altro vale solo nei rapporti interni e non anche per i terzi.”; in tal caso, la semplice modifica delle clausole di un contratto può risultare anche da un comportamento tacito concludente e non necessariamente per iscritto . 5. con la conclusione del contratto autonomo di garanzia rapporto negoziale che intercorre solo tra garante e debitore, come accade per tutti i contratti a favore di terzo – non viene a crearsi alcun rapporto contrattuale tra il garante ed il creditore; pertanto il garante, in caso di assunto mal pagamento della garanzia non può agire a titolo di manleva nei confronti del creditore. ...[continua]

[29.05.2017] Tribunale di Forlì, ord. Maggio 2017, Pres. Pescatore, est. Picci

Mandato professionale difesa tecnica – scelta che compete al difensore e non al cliente – attività processuale meramente replicativa di altra precedente prevedibile inammissibilità – responsabilità del difensore 1) il cliente che non condivide la linea tecnica intrapresa dal proprio avvocato può scegliere di revocare l’incarico al professionista, ma non può imporgli una diversa impostazione difensiva, sicché l’avvocato che abbia assolto l’obbligo di diligenza di cui agli artt.1176, co.2°, e 2236, c.c., adeguatamente informando il proprio cliente delle conseguenze sul piano processuale e dei rischi connessi alla propria scelta, va esente da responsabilità; 2) in caso di giudizio di opposizione ex art.615, co.1°, c.c., n. r.g., che sia meramente duplicativo di precedente attività processuale, in quanto non deducente fatti sopravvenuti verificatisi tra l’emissione del decreto ingiuntivo ed il termine per proporre opposizione a precetto, bensì replicativa delle medesime doglianze già introdotte nel primo procedimento, con la conseguenza che l’esito sfavorevole della declaratoria d’inammissibilità era agevolmente preventivabile […], ricorre un’ipotesi di inesatto adempimento, in quanto, ancorché il professionista non sia obbligato a perseguire un certo risultato, deve comunque assicurare il rispetto dell’obbligo di diligenza qualificata, ai sensi dell’art.1176, co.2°, c.c., con la conseguenza che il difensore non ha diritto al compenso, ma deve anche ristorare la cliente del pregiudizio economico costituito dall’ammontare che la stessa è stata condannata a pagare in favore di controparte, a titolo di spese di lite; 3) va remunerata l’attività prestata dall’avvocato nel corso del procedimento obbligatorio di mediazione poiché non è addebitabile a quest’ultimo la causa del mancato raggiungimento dell’intesa, ed anzi, l’impegno profuso per tre incontri consecutivi, lungi dall’essere motivo di decurtazione del compenso, integra un’attività da valorizzare perché, anche considerando i maggiori strumenti di deflazione del contenzioso introdotti recentemente dal legislatore (si pensi, alla negoziazione assistita, alla stessa mediazione obbligatoria, al procedimento arbitrale, alla proposta conciliativa di cui all’art.185 bis c.p.c., alla condanna per lite temeraria di cui all’art.96, co.3°, c.p.c., e tanto altro) la collocazione e la decisione giudiziaria della controversia costituisce una delle alternative alla definizione della lite insorta od insorgenda e non una necessità da attuare ad ogni costo; ...[continua]

[29.05.2017] Tribunale di Forlì ord. 29.5.2017 – Pres. Pescatore – est. Picci

1. le controversie per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti dell'avvocato nei confronti del proprio cliente previste dall'art.28 della l.n.794/42 come risultante all'esito delle modifiche apportate dall'art.34 del d.lgs. n.150/11 e dell'abrogazione degli artt.29 e 30 della medesima legge n.794/42 devono essere trattate con la procedura prevista dall'art.14 del suddetto d.lgs.n.150/11, tanto nel caso in cui occorre procedere ad una determinazione quantitativa del credito, quanto nell'ipotesi in cui la domanda riguardi l'an della pretesa, senza possibilità per il giudice adito di trasformare il rito sommario in rito ordinario o di dichiarare l'inammissibilità della domanda [v. Cass., sez. 3, sent. 29.2.16, n.4002] 2. l’attività defensionale cui fanno riferimento gli artt.2237 del c.c., 7 della l.n.794/42 e, da ultimo, l’art.7 del d.m. n.55/14 è esclusivamente quella espletata prima della cessazione del rapporto di prestazione d’opera intellettuale; 3. con riguardo a tale evento estintivo, l’art.85 c.p.c. stabilisce che nei confronti dell’altra parte processuale, la revoca o la rinuncia è inefficace fino a che non sia avvenuta la sostituzione del difensore, ciò significa a contrario che, nei rapporti interni tra avvocato e cliente, gli effetti estintivi si verificano immediatamente, una volta che l’atto contenente la revoca o la rinuncia viene comunicato al destinatario 4. il difensore che abbia rinunciato al mandato, o al quale il mandato sia stato revocato dal cliente, non è legittimato a compiere atti nell’interesse del mandante 5. ne consegue che il difensore non può percepire il compenso professionale per attività compiute dopo la cessazione del rapporto di patrocinio 6. ove il difensore abbia svolto comunque attività difensive (partecipazione alle udienze, redazione di comparse, ecc.), in assenza di elementi da cui desumere il ripristino del rapporto di patrocinio e salvo ratifica, esse possono essere inquadrate nell’istituto della gestione di affari, con conseguente applicabilità della relativa disciplina e, in particolare, dell’art.2031 c.c., atteso che tale istituto è ammissibile anche con riguardo ad un incarico professionale 7. il gestore imperfetto, in conformità all’art.2031, co.1°, c.c., può richiedere la ripetizione non solo delle spese necessarie, cioè di quelle tendenti a preservare l’integrità del patrimonio del soggetto gestito, ma anche di quelle utili, ossia di quelle volte ad un più conveniente uso o ad un migliore godimento del patrimonio da parte dell’interessato; 8. l’avere operato a favore dell’ex cliente comporta uno speculare e necessario dispendio di tempo e di energie da parte dell’avvocato, il quale ha sostenuto una “spesa”, nel senso di un depauperamento di sé, rivelatasi “utile” per il gestito; tale spesa (somma) può essere determinata facendo riferimento ai cosiddetti diritti, cioè a quegli importi fissi relativi alla singola attività procuratoria e che il sistema attualmente vigente ha soppresso, in luogo di una tariffa omnicomprensiva; ...[continua]

[10.05.2017] Tribunale di Forlì sent. 10.5.2017 – Pres. Pescatore – est. Ramacciotti

Art. 276 CC riconoscimento filiazione naturale – legittimazione passiva eredi attuali – eredi potenziali carenza di legittimazione passiva – “Ai sensi dell’art. 276 c.c. la domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso”. “Nei giudizi instaurati ex art. 276 c.c. è onere di parte attrice evocare in giudizio coloro che si trovano ad essere, attualmente e formalmente, eredi legittimi, legittimari e/o testamentari, non già gli eredi “potenziali”, ossia quelli la cui qualità è subordinata all’esito dell’accertamento della maternità/paternità naturale”. Art. 459 – art. 470 CC – qualità di erede – accettazione – necessità Per assumere la qualità di erede non basta essere nominati tali in un testamento, ma occorre l’accettazione espressa o tacita della eredità  ...[continua]

[24.04.2016] Tribunale di Forlì, ord. 24.04.2016, est. Ziniti

Tribunale di Forlì, ord. 24.04.2016, est. Ziniti Cessione del contratto di locazione unitamente all’azienda – sfratto – legittimazione passiva del cessionario Ai sensi dell’articolo 36 della legge 392/1978 il conduttore può cedere, unitamente all’azienda, il contratto di locazione anche senza il consenso del locatore, dandone comunicazione al locatore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Il locatore se non ha liberato il cedente, può agire contro il medesimo, qualora il cessionario non adempia alle obbligazioni assunte. Si configura pertanto una responsabilità del cedente, sussidiaria rispetto a quella del cessionario, caratterizzata dal mero beneficium ordinis che consente al locatore di rivolgersi al cedente in ipotesi di inadempimento del nuovo conduttore, nei cui confronti è necessaria la preventiva richiesta di adempimento mediamente la semplice modalità di messa in mora. Perciò, accertato l’inadempimento del cessionario al pagamento del canone, il locatore può chiedere al cedente, non liberato dalle sue obbligazioni, l’adempimento di esse, in via sussidiaria, agendo sia cumulativamente contro il cedente e cessionario, (chiedendo la condanna in solido di entrambi) stante la piena compatibilità tra sussidiarietà e corresponsabilità solidale, sia soltanto nei confronti di uno di costoro, essendo il vincolo solidale posto per rafforzare la tutela dell’interesse del locatore all’adempimento. Il cessionario del contratto, acquistando la qualifica di conduttore, è, quindi, legittimato passivo dell’intimazione di sfratto, pur essendo facoltà del locatore, che non abbia liberato il cedente, agire anche nei confronti di quest’ultimo, per ottenere l’adempimento del contratto di locazione. Non sussiste, comunque, alcuna ipotesi di litisconsorzio necessario tra cedente e cessionario, trattandosi di rapporti obbligatori.  ...[continua]

[20.02.2016] Tribunale di Forlì 20.02.2016, est. Ramacciotti.

Responsabilità medica – danno biologico proprio e iure hereditatis – danno terminale biologico onere della prova – quantificazione del danno art. 1228 c.c. – nesso di causalità danno biologico da invalidità temporanea totale e parziale danno biologico permanente – personalizzazione del danno –danno non patrimoniale – danno morale “ il paziente danneggiato deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia, nonché deve allegare l'inadempimento del debitore, che appaia astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato; rimane a carico del debitore l'onere di dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante; in altre parole, il debitore dovrà dimostrare o che nessun rimprovero di scarsa diligenza o di imperizia possa essergli mosso, oppure che, pur essendovi stato un suo inesatto adempimento, questo non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno. ...[continua]

[17.02.2016] Tribunale di Forlì, ord. 17/2/2016 , pres. Pescatore, est. Ramacciotti

Risoluzione rapporto contrattuale di mutuo opposizione a precetto – istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del precetto – rigetto – reclamo avverso l’ordinanza di rigetto della sospensione – conferma dell’ordinanza reclamata –mutuo fondiario – conto corrente collegamento negoziale – finalità del finanziamento “coazione” da parte della Banca volta all’accredito delle somme ottenute con il mutuo sul conto corrente ...[continua]

[04.02.2016] Tribunale di Forlì 04/02/2016, Dott.ssa BARBARA VACCA

Azione revocatoria ordinaria – Disciplina speciale in caso di scissione – Inefficacia e invalidità Pubblicità sanante ex art. 2503 c.c. – Tutela risarcitoria ex art. 2504 quater c.c. ...[continua]

[22.01.2016] Comitato disciplinare dell’albo dei CTU – 22.1.2016 – Pres. Pescatore est. Pescatore.

CTU modalità di svolgimento delle operazioni peritali – diritto delle parti al contraddittorio e di essere informati di ogni attività al fine di potervi prendere parte – divieto di incontri separati, ove non espressamente concordati con le parti – divieto di incontri riservati le operazioni di CTU, ivi comprese quelle della elaborazione di una eventuale ipotesi conciliativa, debbono avvenire alla presenza di tutte le parti interessate, o comunque in modo di consentirne la presenza; infatti il codice prevede che il CTU, anche quando agisce “da solo”, deve comunque mettere le parti in condizioni di poter intervenire direttamente (art. 194 cpv. CPC) eventuali diverse modalità procedurali – da ritenersi di carattere eccezionale , non possono essere imposte e debbono essere espressamente concordate tra tutti gli interessati ed avere il loro consenso il codice non ammette che atti di un pubblico ufficiale qual è il C.T.U. possano avvenire in forma “riservata”, e quindi essere privi di ogni riscontro formale, che dia atto dell’attività svolta ...[continua]

[13.01.2016] Tribunale di Forlì, 13/01/2016, dott. Sebastiano Lelio Amato

Doppia contribuzione – Iscrizione alla gestione commercianti abitualità, personalità e prevalenza dell’attività Onere della prova in capo a I.N.P.S. Per poter richiedere una doppia contribuzione ai soci di aziende commerciali che rivestono anche la carica di amministratori occorre dimostrare da parte dell’INPS che l’attività richiesta per l’iscrizione nella gestione commercianti fosse attività lavorativa abituale,personale e prevalente. Non è sufficiente ai fini della prova la dichiarazione dei redditi in cui il socio confermi con una crocetta la prevalenza di tale situazione, non avendo valore sostanziale né confessorio ...[continua]

[28.12.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 28/12/2015, est. Giraldi

Trib. Forlì, Sentenza, 28/12/2015, est. Giraldi Art. 1669 c.c. responsabilità extracontrattuale nozione “gravi vizi e difetti” La disciplina dell’art. 1669 c.c. che prevede la responsabilità dell’appaltatore nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, per i gravi difetti o per la rovina di immobili destinati a lunga durata, a causa di vizi del suolo o per difetto di costruzione, entro i dieci anni dal compimento dell’opera configura un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale. Tale norma ha natura di ordine pubblico ed è posta a tutela dell’interesse generale ed inderogabile di conservazione e funzionalità degli edifici e quello relativo all’incolumità personale dei cittadini. Ne consegue che l’obbligazione risarcitoria a carico dell’appaltatore può essere fatta valere dal committente ma anche da qualsiasi danneggiato, terzo rispetto al contratto d’appalto. La disposizione è applicabile nei casi in cui il venditore abbia provveduto direttamente alla costruzione dell’immobile ma anche quando, pur essendosi servito di specifiche figure professionali l’appaltatore, il progettista, il direttore dei lavori abbia conservato il potere di impartire direttive e quello di sorveglianza dell’altrui attività. il direttore dei lavori, nominato dal committente per un miglior controllo sullo svolgimento dei lavori, deve accertare la conformità della realizzazione dell’opera al progetto, verificare che le modalità di esecuzione siano conformi alle regole della tecnica, che siano stati utilizzati gli accorgimenti tecnici necessari a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi, deve esercitare una vigilanza attiva sulla realizzazione e deve segnalare all'appaltatore tutte le situazioni anomale e gli inconvenienti che si verificano in corso d’opera. In caso contrario e nel caso in cui non intervenga tempestivamente a sospendere i lavori, laddove rilevi difformità del lavoro alle regole dell’arte od alle prescrizioni contrattuali, incorre in responsabilità. L’impresa costruttrice ed il direttore lavori rispondono in solido per vizi derivanti da errori progettuali. Anche in presenza di un progetto e salvo patto contrario, vi è sempre un margine di autonomia per l’appaltatore che gli impone di attenersi alle regole dell’arte e di assicurare alla controparte un risultato tecnico conforme alle esigenze, eliminando le cause che oggettivamente incidono sull’idonea realizzazione dell’opera. in caso contrario risponde per vizi nei limiti della diligenza esigibile. La nozione di “ gravi vizi e difetti” inerisce a tutte quelle alterazioni che incidono sulla sostanza dell’opera e su tutti quegli elementi che devono essere presenti per la normale utilità dell’opera, come anche l’utilizzo di materiali inidonei, non a regola d’arte ed anche se incidenti su elementi secondari o accessori dell’opera, eliminabili solo con lavori di manutenzione ordinaria dell’opera.  ...[continua]

[28.12.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 28/12/2015, est. Giraldi

Responsabilità medica regime probatorio risarcimento danni irretroattività l.189/2012 Nella responsabilità medica, se invocata a titolo contrattuale sul presupposto di un rapporto contrattuale “da contatto” intercorso tra il paziente e il medico o la struttura sanitaria, l’onere probatorio per il paziente danneggiato consiste nella dimostrazione che l’esecuzione della prestazione si è inserita nella serie causale che ha condotto all’evento dannoso, rappresentato dalla persistenza della patologia per cui era stata richiesta la prestazione oppure da un suo aggravamento fino a comportare una nuova patologia ovvero il decesso del paziente. Al contrario l’ente ospedaliero deve fornire la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente, con l’osservanza di tutte le regole di prevenzione ed igiene ed anche di aver adottato tutte le procedure, i protocolli e le linee guida idonei a fornire agli operatori sanitari le indicazioni necessarie per un corretto svolgimento della prestazione sanitaria e che gli esiti peggiorativi siano determinati da un esito imprevisto ed imprevedibile. Ai fini della determinazione del quantum risarcitorio, la legge 189/2012 non ha efficacia retroattiva. Ne consegue che per i fatti verificatisi anteriormente all’entrata in vigore di tale legge,l’importo è determinato facendo rifermento alla tabella in uso presso il Tribunale di Milano. ...[continua]

[21.12.2015] Tribunale di Forlì, ord. 21/12/2015 , pres. Pescatore, est. Vacca

Reclamo avverso provvedimento con cui si nega il sequestro conservativo – rigetto insussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora – gli accordi di natura politica con cui vengono riconosciuto crediti tra uno Stato e il ceto dei creditori patrocinato dall’altro Stato, non valgono come riconoscimento del debito giuridicamente rilevante ex art. 1988 CC ...[continua]

[21.12.2015] Tribunale di Forlì, ord. 21/12/2015 , pres. Pescatore, est. Vacca

Reclamo avverso provvedimento con cui si nega il sequestro conservativo – rigetto insussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora – gli accordi di natura politica con cui vengono riconosciuto crediti tra uno Stato e il ceto dei creditori patrocinato dall’altro Stato, non valgono come riconoscimento del debito giuridicamente rilevante ex art. 1988 CC  ...[continua]

[16.12.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 16/12/2015, est. Giraldi

Trib. Forlì, Sentenza, 16/12/2015, est. Giraldi Insegnamento di sostegno diritto fondamentale del disabile giurisdizione giudice ordinario mancata discrezionalità dell’Amministrazione scolastica La materia relativa all’insegnamento di sostegno è di giurisdizione del giudice ordinario. Questa compete a tale giudice anche quando sia richiesto di eliminare un pregiudizio recato ad un diritto fondamentale non suscettibile di affievolimento, nella specie, il diritto all’istruzione della persona disabile. In vero l’Amministrazione scolastica è priva di potere discrezionale riguardo all’applicabilità del piano formativo individualizzato, elaborato dalla scuola con il concorso determinante degli insegnanti e degli operatori della sanità pubblica, che prospetti il numero di ore necessario per il sostegno scolastico dell’alunno che versi in situazione di handicap particolarmente grave. Laddove ricorra l’esigenza di un intervento continuativo e più intenso, l’Amministrazione deve provvedere all’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti alunni. L’omissione o le insufficienze nell’apprestamento di tutta l’attività doverosa a tal fine, determina una sostanziale contrazione del diritto fondamentale del disabile all’attivazione, in suo favore, di un intervento adeguato alle sue specifiche esigenze, determinando il venir meno della condizione necessaria per la realizzazione del diritto ad avere pari opportunità, suscettibile di trasformarsi in una discriminazione indiretta vietata dalla l. 67/2006 art. 2 ...[continua]

[15.12.2015] Tribunale di Forlì 15.12.2015, est. E. Ramacciotti

Accettazione dell’eredità ex lege – Art. 185 c.c. – Accettazione tacita per mancata realizzazione dell’inventario – Possesso dei beni ereditari come relazione di mero fatto anche a mezzo terzi Nell’ambito delle successioni ‘’mortis causa’’, il chiamato all’eredità acquista la qualità di erede a prescindere da un’esplicita accettazione della stessa. Oltre alla delazione ereditaria ed al possesso dei beni ereditari, presupposti necessari, ma non sufficienti ai fini di una accettazione implicita, devono ricorrere gli altri elementi della fattispecie prevista ex art. 485 c.c.: la mancata redazione dell’inventario dei beni ereditari entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione fa sì che il chiamato venga considerato quale erede puro e semplice. Il possesso non deve necessariamente manifestarsi in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà dei beni ereditari, ma si esaurisce in una situazione di fatto tra i beni e il chiamato all’eredità, con la consapevolezza della loro appartenenza al compendio ereditario: ne consegue che l’art. 485 c.c. include anche la detenzione a titolo di custodia o di affidamento temporaneo. ...[continua]

[12.12.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 12/12/2015, est. Giraldi

Trib. Forlì, Sentenza, 12/12/2015, est. Giraldi Legittimazione passiva società estinta intervento ad adiuvandum soci inammissibilità azione La citazione in giudizio della società, in un momento successivo all’estinzione a seguito della cancellazione dal registro delle imprese, determina l’inammissibilità dell’azione proposta per carenza di legittimazione passiva della stessa. La cancellazione volontaria dal registro, dal momento in cui si verifica l’estinzione, impedisce che la società possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio, dovendosi al contrario proporre l’azione direttamente nei confronti dei soci, nei confronti dei quali non si estende automaticamente la domanda nel caso di intervento ad adiuvandum. . L’estinzione realizza un fenomeno successorio, per il quale i debiti dei terzi insoddisfatti dalla liquidazione si trasferiscono in capo ai soci che ne rispondono nei limiti di quanto riscosso dalla liquidazione oppure illimitatamente, a seconda che questi fossero o meno illimitatamente responsabili durante l’attività della società. ...[continua]

[26.10.2015] Trib. Forlì, Sentenza 26.10.2015, Pres. Pescatore, est. Orlandi

Art. 250 c.c. Figli nati fuori dal matrimonio Riconoscimento condizioni e presupposti del ricorso consenso dall’altro genitore rifiuto del consenso – pregiudizio per l’interesse del minore sentenza che tiene luogo del consenso mancante – struttura bifasica del procedimento ex art. 250 c.c. – sentenza parziale sull’autorizzazione al riconoscimento del minore – ammissibilità ...[continua]

[26.10.2015] Trib. Forlì, Ord. 26/10/2015 Pres. Pescatore, Est. Vacca

Trib. Forlì, Ord. 26/10/2015 Pres. Pescatore, Est. Vacca Reclamo avverso ordinanza di incompetenza – impugnazione del solo capo relativo alle spese impossibilità di riesaminare questione di competenza – rigetto. Il reclamo avverso un’ordinanza di incompetenza, con l’impugnazione esclusiva del solo capo relativo alla condanna al pagamento delle spese legali secondo il criterio della soccombenza, non permette l’esame delle doglianze presentate, qualora non sia richiesta anche la riforma della statuizione che sancisce l’incompetenza del giudice adito. La dichiarazione di incompetenza deve ritenersi presupposto logico e base della condanna alla rifusione delle spese legali e per consentire il riesame di questa è necessario che, insieme all’impugnazione concernente le spese, sia impugnata anche la decisione relativa all’incompetenza ...[continua]

[26.10.2015] Tribunale di Forlì 26.10.2015, Pres. O. Pescatore, est. E. Ramacciotti

Società di capitali in liquidazione Responsabilità liquidatore – legittimazione attiva della società – prescrizione – regime – decorrenza – La società è legittimata attivamente ad agire direttamente ex art. 2476 CC nei confronti del liquidatore di società a r.l.; in tal caso il termine di prescrizione è quello di 5 anni ex art. 2949 CC; il termine prescrizionale inizia a decorrere dalla cessazione della carica ex art. 2393, 4° comma, c.c., dettato in materia di società per azioni ed applicabile anche alle s.r.l  ...[continua]

[26.10.2015] Tribunale di Forlì, ord. 26.10.2015, pres. Pescatore, est. Ramacciotti

Segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia – Circolare di Banca d'Italia n. 139/91, 14° Aggiornamento del 29/4/11 illegittimità della segnalazione a sofferenza per inadeguatezza dell'informativa al cliente da parte della Banca infondatezza del presupposto sostanziale per la segnalazione a sofferenza – ordinanza ex art 700 cpc ...[continua]

[15.06.2015] Trib. Forlì Ordinanza, 15/06/2015, est. Pescatore

Art. 16 bis c. 7 L. 221/2012 come modificato dalla l. 114/2014 , momento che legalmente determina la ricezione dell’atto depositato in via telematica processualmente rilevante Art. 121 e 125 CPC – forma e contenuto atto di parte – vizi della volontà – rilevanza esclusione. E’ inammissibile la richiesta di esonero dal pagamento del contributo unificato indirizzata al Presidente del tribunale, in seguito ad un duplice invio di deposito telematico avvenuto per errore, in quanto provvedimento non previsto dalla normativa vigente e non rientrante nei poteri del Presidente del tribunale;  ...[continua]

[29.04.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 29.04.2015, Pres. Pescatore, est. Pazzi

Concordato preventivo – pagamento di crediti derivanti da rapporti di lavoro cessati prima della presentazione della domanda di concordato – ammissibilità subordinata alle condizioni di cui all’art. 182 quinquies, 4° c., l. fall. ...[continua]

[22.04.2015] Trib. Forlì, Ordinanza, 22.04.2015, Pres. Pescatore, est. Vacca

Conflitto di interessi tra due parti processuali difese dal medesimo procuratore – conseguenze giuridiche  ...[continua]

[23.03.2015] Trib. Forlì, Ordinanza, 23.03.2015, Pres. Pescatore

Art. 492 bis c.p.c. Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare art. 155 quinquies d.a. CPC facoltà del creditore di ottenere l’accesso alle banche dati direttamente tramite i gestori, senza necessariamente avvalersi dell’opera dell’ufficiale giudiziario – necessità della previa emanazione dei decreti ministeriali di cui all’art. 155 quater d.a. CPC  ...[continua]

[23.03.2015] Trib. Forlì Ordinanza, 23/03/2015, est. Pescatore

E' inesistente la notifica eseguita in luogo diverso da quello dovuto in difetto di alcun collegamento di quel luogo con il destinatario, altrimenti la notifica è affetta da semplice nullità. (Nella fattispecie, il Tribunale ha ritenuto inesistente la notificazione del decreto ingiuntivo effettuata per compiuta giacenza presso la residenza indicata dal debitore al momento della stipula del contratto di fideiussione fatto valere in quanto priva di ogni collegamento con lo stesso, il quale aveva variato la propria residenza anni prima delle notifica del decreto ingiuntivo). La relata di notificazione di un atto fa fede fino a querela di falso delle attestazioni che riguardano l'attività svolta dall'ufficiale giudiziario procedente, la constatazione di fatti avvenuti in sua presenza ed il ricevimento delle dichiarazioni resegli, mentre fa fede fino a prova contraria delle altre attestazioni (quali, ad es., il luogo di residenza, dimora o domicilio del destinatario della notificazione, la sede di una società, e simili), che sono frutto non della diretta percezione del pubblico ufficiale, bensì di informazioni da lui assunte o di indicazioni fornitegli da altri. ...[continua]

[16.03.2015] Trib. Forlì, Sentenza 16.03.2015, est. Ramacciotti

Fallimento – Poteri del curatore – Art. 35 r.d. 267/1942 modificato dal D.Lgs. n. 5/2006 – Applicabilità. Fallimento – Poteri del curatore Art. 35 r.d. 267/1942 – Presupposti – Autorizzazione Efficacia dell’atto di straordinaria amministrazione posto in essere dal curatore. Risarcimento del danno – Recesso senza giusta causa Violazione della buona fede precontrattuale ex art. 1337 c.c. – Elementi. ...[continua]

[10.03.2015] Trib. Forlì, Sentenza parziale, 10.03.2015, Pres. Pescatore est. Ramacciotti

Successione – Azione di simulazione relativa – Prescrizione – Dies a quo. Successione – Simulazione relativa – Negozio dissimulato – Donazione Onere della prova – Attore – Sussiste. ...[continua]

[04.03.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 04.03.2015, Pres. Pescatore, est. Ramacciotti

Disconoscimento di scrittura privata – Querela di falso in via subordinata Esclusività Non sussiste. Risarcimento del danno – Responsabilità oggettiva dell’Istituto di credito – Concorso del fatto colposo ex art. 1227 c.c.  ...[continua]

[26.02.2015] Trib. Forlì, Ordinanza, 26.02.2015, Pres. Pescatore, est. Pazzi

Concordato preventivo con continuità aziendale – pagamento di crediti derivanti da rapporti di lavoro in corso di esecuzione – assenza di autorizzazione ex art. 161, 7° c., l. fall.  ...[continua]

[18.02.2015] Trib. Forlì, Ordinanza, 18.02.2015, Pres. Pescatore, est. Pazzi

Concordato preventivo – prosecuzione di contratti preesistenti la procedura concordataria – assenza di autorizzazione In materia di concordato preventivo, l’imprenditore ricorrente non necessita di alcuna autorizzazione per protrarre l’esecuzione ai contratti già in essere all’avvio della procedura concordataria.  ...[continua]

[10.02.2015] Trib. Forlì Ordinanza, 10/02/2015, est. Pazzi

La richiesta di sospensione del contratto ai sensi dell’ art. 169 bis, 1° c., ultima parte, l. fall. può essere presentata anche nella fase di preconcordato qualora il Tribunale sia in grado di apprezzare l'utilità della richiesta rispetto gli interessi del ceto creditorio. La disciplina che attribuisce al proponente la facoltà di ottenere lo scioglimento o la sospensione dei contratti in corso di esecuzione nel concordato preventivo non è applicabile a quei rapporti bancari, quali le linee di fido per smobilizzo crediti, ove la banca ha già interamente eseguito la propria prestazione ed ineseguita è soltanto la prestazione a carico del debitore, la quale trova esecuzione con il patto di compensazione o il mandato all'incasso conferito alla banca. ...[continua]

[04.02.2015] Trib. Forlì, 04/02/2015, est. Pescatore

Art. 2495 CC – società – cancellazione dal registro delle imprese – soci successione nei debiti sociali – limiti Art. 2495 c. 2 CC responsabilità del liquidatore – responsabilità autonoma – non è debito sociale A seguito dell’estinzione della società di capitali per cancellazione dal registro delle imprese, le obbligazioni nei confronti dei creditori sociali si trasferiscono pro quota ai soci, i quali ne rispondono nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione. L'azione ex art. 2495 c.c., secondo comma presuppone l'imputabilità del mancato pagamento dei debiti sociali alla condotta colposa del liquidatore e la stessa ha natura autonoma rispetto all’azione esperibile nei confronti dei soci. Ne consegue che l’azione nei confronti del liquidatore non può essere dedotta nell’atto di riassunzione del processo interrotto a seguito dell’estinzione della società non essendovi alcuna successione del liquidatore nel rapporto originariamente dedotto in giudizio.  ...[continua]

[24.11.2014] Trib. Forlì, Decreto, 24/11/2014, est. Vacca

Famiglia – rito camerale ex art. 38 disp. att. c.c. – esclusiva applicabilità in materia di minori ...[continua]

[05.11.2014] Trib. Forlì, 05/11/2014, est. Pescatore

In tema di affidamento congiunto dei figli, con collocazione presso la madre, non può essere accolta la domanda del padre volta ad ottenere un divieto di frequentazione dei minori nei confronti della compagna omosessuale della madre senza che siano provate in concreto le ripercussioni negative per i figli stessi. ...[continua]

[29.10.2014] Trib. Forlì Ordinanza, 29/10/2014, est. Pescatore

Ai sensi dell'art. 337 ter c.c., il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, essendo possibile disporre l'affidamento esclusivo solo nel caso di condotte pregiudizievoli per la prole, correlate alla incapacità genitoriale di uno dei due genitori. Nel caso di specie, le parti, conviventi more uxorio, avevano generato due figlie e avevano chiesto congiuntamente l'affido esclusivo alla madre. Tale scelta era dovuta al fatto che il padre aveva ripreso la relazione coniugale con la moglie, che nulla sapeva della nascita delle due bambine. Il Tribunale ha respinto la richiesta congiunta sul presupposto che l'accordo in questione non fosse finalizzato a soddisfare l'interesse dei figli, non manifestando il padre segni di incapacità educativa, bensì mirasse a preservare l'interesse della moglie del padre. ...[continua]

[13.06.2014] Trib. Forlì Sentenza 1818/2009 Pescatore

L’evento lesivo, compiuto nell’esercizio di attività sportiva, non dà luogo a responsabilità da fatto illecito se le lesioni sono la conseguenza di un atto posto in essere senza la volontà di ledere e se non c’è stata violazione delle regole sportive o, anche in presenza di tale condizione, se l’atto risulta funzionalmente connesso all’attività esercitata; in tutti i casi non deve essere stato applicato un comportamento incompatibile per grado di violenza o irruenza con lo sport praticato (v. Cass. Sez. III, Sent. n. 12012 del 08/08/2002 – Cass.Pen. Sez. V, Sent. n. 17923 del 13/02/2009). E’ fonte di responsabilità, invece, quel comportamento, posto in essere dal giocatore autore del fatto lesivo, il quale non sia rivolto all’azione di gioco ma sia finalizzato a ledere l’avversario. ...[continua]

[07.03.2014] Trib. Forlì, Ordinanza, 07/03/2014, est. Vacca

Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c. – Ammissibilità – Condizioni  ...[continua]

[24.10.2013] Trib. Forlì, Ordinanza, 24/10/2013, est. Vacca

Famiglia – Richiesta di modifica provvedimenti temporanei e urgenti di separazione presentata al giudice istruttore in prima udienza – presupposti – differenza con il reclamo davanti alla Corte d’Appello.  ...[continua]

[..] Trib. Forlì, Sentenza 440 1/2015 del 29.04.2015, pres. Pescatore, est. Ramacciotti.

Trib. Forlì, Sentenza 440 1/2015 del 29.04.2015, pres. Pescatore, est. Ramacciotti. Decreto giudice tutelare – Reclamo – Respinto – Revoca ex art. 742 c.p.c. – Inammissibilità. E’ inammissibile la revoca ai sensi dell’art. 742 c.p.c. del decreto con cui è stato respinto il reclamo avverso il decreto del giudice tutelare. Occorre coordinare quanto disposto dagli art. 739, 3° comma e 742 c.p.c.: il decreto emesso dal Tribunale in sede di reclamo ha carattere di decisorietà e definitività e non risulta né revocabile né modificabile, a differenza dei provvedimenti camerali privi dei suddetti caratteri. La revoca costituisce così un rimedio alternativo, non più invocabile allorché sia stato proposto reclamo avverso un decreto, salvo che non siano intervenuti dei fatti sopravvenuti.  ...[continua]

 


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