salta al contenuto

20 ottobre 2019

[29.10.2014] Trib. Forlì Ordinanza, 29/10/2014, est. Pescatore

Trib. Forlì Ordinanza, 29/10/2014, est. Pescatore

Art. 337 ter CC – Affidamento esclusivo – Motivazione – Requisiti – Incapacità genitoriale – Pregiudizio per l’interesse del minore – Esclusione


Ai sensi dell’art. 337 ter c.c., il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, essendo possibile disporre l’affidamento esclusivo solo nel caso di condotte pregiudizievoli per la prole, correlate alla incapacità genitoriale di uno dei due genitori. Nel caso di specie, le parti, conviventi more uxorio, avevano generato due figlie e avevano chiesto congiuntamente l’affido esclusivo alla madre. Tale scelta era dovuta al fatto che il padre aveva ripreso la relazione coniugale con la moglie, che nulla sapeva della nascita delle due bambine. Il Tribunale ha respinto la richiesta congiunta sul presupposto che l’accordo in questione non fosse finalizzato a soddisfare l’interesse dei figli, non manifestando il padre segni di incapacità educativa, bensì mirasse a preservare l’interesse della moglie del padre.
  R.G. 1674/2014

TRIBUNALE DI FORLI'


Il Tribunale di Forlì,
riunito in Camera di Consiglio e composto dai sig.ri Magistrati:

1) Dott. Orazio PescatorePresidente
2) dr.ssa E. RamacciottiGiudice
3) dr.ssa Anna OrlandiGiudice

Rilevato

Che le parti, premesso che avevano generato due figlie (n. 2014 e 2012) in seguito ad una relazione di convivenza, chiedevano congiuntamente regolamentarsi sia le forme di mantenimento (€ 800 mensili a carico del padre da versarsi entro il 15 di ogni mese, oltre il 50% delle spese straordinarie) sia le modalità di affido, proponendosi l’affido esclusivo alla madre, con generica possibilità del padre di vederle (“in ore proprie e compatibilmente con le esigenze di vita delle figlie”); che in sede di udienza le parti spiegavano che tale scelta era dovuta al fatto che il padre aveva ripreso la relazione coniugale con la moglie, che nulla sapeva della nascita delle due bambine; il padre manifestava anche l’intenzione di superare tale situazione, e che nel frattempo frequentava le piccole, portandole a scuola (la più grande), ovvero portandole fuori qualche pomeriggio;
che l’accordo proposto non può essere fatto proprio dal Collegio atteso che, ai sensi dell’art. 337 ter CC va valutata prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, e la giurisprudenza ha chiarito che un affidamento esclusivo è possibile solo nel caso di condotte pregiudizievoli per la prole, come la giurisprudenza ha sempre ritenuto con riferimento alla incapacità genitoriale di uno dei due genitori: vedi da ultimo proprio in tema di coppie di fatto, Cass. Sez. 6 1, Ordinanza n. 24526 del 02/12/2010 “In tema di affidamento dei figli nati fuori del matrimonio, alla regola dell'affidamento condiviso dei figli può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti "pregiudizievole per l'interesse del minore", con la duplice conseguenza che l'eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non solo più in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell'altro genitore”;
orbene nel caso di specie non esistono motivazioni per ritenere la incapacità educativa del padre, che anzi si mostra propositivo, manifestando anche l’intenzione di voler superrare la situazione attuale, che rende difficile una normale frequentazione con le figlie;
del resto quello di avere un normale rapporto con il padre è interesse primario delle minori, interesse unico in base al quale vanno assunte le determinazioni in tema di affido; del resto il giudice deve rifiutare accordi che siano “contrari all’interesse dei figli” (art. 337 quater CC), e l’accordo in questione non è certo fatto nell’interesse dei figli, bensì unicamente teso a preservare l’assunto interesse di una maggiorenne (la moglie del padre);
che quindi il Collegio deve procedere ex officio alla determinazione delle modalità di affido, che vanno disciplinate tenuto conto della tenera età delle stesse, in particolare la minore;
che le figlie vanno affidate congiuntamente ai genitori , con esercizio separato della potestà limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, con collocazione presso la madre;
che il padre potrà vederle (omissis)
può essere invece confermato l’accordo relativo alla parte economica;

PQM

Visto l’art. 337 ter CC,
  • affida i figli congiuntamente ai genitori, con esercizio separato della potestà limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, con collocazione presso la madre;
  • il padre potrà vederle (omissis)
  • spese compensate

Dispone che la presente ordinanza sia comunicata alle parti costituite ed al P.M.

Forlì, 29.10.2014
Il Presidente
Dr. Orazio Pescatore

Documenti Allegati

Cerca...



Amministrazione Trasparente
Fallimenti Forlì
Aste e Fallimenti Forlì-Cesena
Aste Annunci Tribunale Forlì-Cesena
Aste e Avvisi Tribunale Forlì-Cesena

InfoWeb

  • Accessi unici: 649419
  • Pagine viste: 1445393
  • Utenti Connessi: 94
  • IP: 3.209.80.87