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20 ottobre 2019

[24.10.2013] Trib. Forlì, Ordinanza, 24/10/2013, est. Vacca

In materia di modifica dei provvedimenti temporanei, nel rito della famiglia, ove la parte non abbia proposto reclamo avanti alla Corte d’Appello ex art. 708, comma 4, c.p.c., per lamentare errori di valutazione da parte del Presidente del Tribunale su fatti portati alla sua conoscenza, alla prima udienza davanti al giudice istruttore, in assenza di attività istruttoria, non potrà limitarsi a chiedere una semplice rivalutazione dell’operato o dei fatti già esaminati dal Presidente ma dovrà dedurre ed allegare nuovi elementi, nuove circostanze o comunque nuova documentazione non esaminata in sede presidenziale.



N. R.G. 3802/2012

Il Giudice

Sciogliendo la riserva assunta all’udienza del 25/09/2013, nella causa di separazione giudiziale promossa da [M…] nei confronti di [A…], esaminati gli atti e le memorie depositate nei termini assegnati, scadenti rispettivamente il 10.10.2013 e il 17.10.2013, ha pronunciato la seguente

ORDINANZA


La [M…] ha chiesto la modifica dell’ordinanza presidenziale emessa in data 17.4.2013 deducendo che, dopo la sua pronuncia, la figlia minore [C…] era tornata a vivere presso di lei, con conseguente necessità di integrare tale ordinanza con la previsione di un assegno di mantenimento anche in suo favore, quantificandolo nel medesimo importo già riconosciuto per l’altro figlio minore [L…].


[A…], pur riconoscendo che la figlia [C…] era tornata a vivere presso la madre, si è opposto alla richiesta di modifica ed ha a suo volta chiesto una revisione del provvedimento presidenziale e in particolare l’eliminazione del contributo al mantenimento in favore della moglie e la riduzione del complessivo importo previsto per il mantenimento dei figli.

Ciò premesso, si ritiene opportuno precisare che avverso l’ordinanza presidenziale è proponibile alternativamente sia il reclamo alla Corte d’Appello, per un riesame del provvedimento, sia la richiesta di modifica al giudice istruttore ai sensi del quarto comma dell’art. 709 c.p.c.

Nell’intento di coordinare tali due rimedi, mentre parte della giurisprudenza di merito ritiene che il potere del giudice istruttore sia ampio e incondizionato, desumendolo dal fatto che è stata abrogata la disposizione dell’ultimo comma del vecchio art. 708 c.p.c., che consentiva al giudice istruttore la revoca o la modifica dei provvedimenti presidenziali solo in dipendenza del verificarsi di mutamenti nelle circostanze, altra parte della giurisprudenza ritiene invece che l’ambito di intervento del giudice istruttore debba essere limitato alle sole circostanze sopravvenute ovvero alle circostanze, pur anteriori, delle quali la parte dimostri di avere avuto conoscenza soltanto successivamente all’emanazione del provvedimento.

Ritiene questo Giudicante di aderire a tale ultimo orientamento, con la precisazione che, ove la parte non abbia proposto reclamo alla Corte d’Appello per chiedere una diversa valutazione delle circostanze già esaminate dal Presidente e una revisione del provvedimento dallo stesso emesso, alla prima udienza davanti al giudice istruttore, in assenza ancora di attività istruttoria, non ci si può limitare a chiedere una semplice rivalutazione dell’operato o dei fatti già esaminati dal Presidente ma devono essere dedotti ed allegati nuovi elementi, nuove circostanze o comunque nuova documentazione non esaminata dal Presidente.

Nel caso in esame, mentre la [M…] ha dedotto una nuova circostanza, costituita dalla decisione della figlia [C…] di tornare a vivere presso la sua abitazione a partire dal giugno 2013, lasciando l’abitazione paterna, l’[A…] non ha allegato alcun nuovo elemento e alcuna nuova circostanza rispetto alla situazione già sottoposta al vaglio del Presidente e dallo stesso valutata.


Non vi sono, pertanto, allo stato elementi per modificare nel senso richiesto dall’[A…] l’ordinanza presidenziale, che va pertanto confermata, salva ogni ulteriore e diversa valutazione all’esito della fase istruttoria.

Merita invece accoglimento la richiesta della [M…] diretta ad ottenere, a carico dell’[A…], la corresponsione di un assegno di mantenimento anche in favore della figlia minore [C…], posto che all’epoca dei provvedimenti presidenziali quest’ultima era convivente con il padre mentre dal giugno 2013 è tornata a vivere con la madre.

Ad integrazione dell’ordinanza presidenziale del 17.4.2013, va dunque posto a carico di [A…] il versamento alla [M…], a titolo di contributo al mantenimento della figlia minore [C…], della somma che si stima equo determinare, tenuto conto della diversa età e delle diverse esigenze rispetto al fratello [L…], in € 500,00 mensili, annualmente rivalutabile in base agli indici ISTAT, oltre all’80% delle spese mediche non mutuabili, scolastiche (comprensive di tasse scolastiche, libri, mensa e trasporto) e ricreative purché concordate e documentate.

In considerazione della intervenuta modifica del regime di collocamento della minore [C…], va corrispondentemente disciplinato il regime di frequentazione tra padre e figlia, potendo a tanto procedersi d’ufficio nell’interesse della minore. Va dunque previsto in favore del padre il diritto di vedere e tenere con sé la figlia [C…] quando vorrà, compatibilmente con gli impegni di quest’ultima e previo avviso alla madre, e in ogni caso almeno un giorno alla settimana che si indica nel mercoledì, con facoltà di pernotto e salvo diverso accordo tra le parti, nonché un week end alternato dal sabato dopo la scuola fino alla domenica sera alle 21,00, 15 giorni anche non consecutivi nelle vacanze estive, 7 giorni in quelle natalizie e 3 in quelle pasquali, alternando di anno in anno i giorni di Natale, Capodanno e Pasqua.

Non possono invece trovare in questa sede accoglimento le richieste di rimborso delle spese sostenute dalla [M…], potendo quest’ultima autonomamente agire per il recupero in sede esecutiva, essendo già munita del relativo titolo.


(omissis)


Forlì, 24/10/2013


Il Giudice
Dr.ssa Barbara Vacca


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