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20 ottobre 2019

[18.02.2015] Trib. Forlì, Ordinanza, 18.02.2015, Pres. Pescatore, est. Pazzi

Concordato preventivo – prosecuzione di contratti preesistenti la procedura concordataria – assenza di autorizzazione
In materia di concordato preventivo, l’imprenditore ricorrente non necessita di alcuna autorizzazione per protrarre l’esecuzione ai contratti già in essere all’avvio della procedura concordataria.

Art. 161 comma 7 legge fallimentare – atti di straordinaria amministrazione – requisiti
Devono ritenersi di straordinaria amministrazione gli atti suscettibili di ridurre il patrimonio dell’azienda ovvero gravarlo di pesi o vincoli cui non corrispondano acquisizioni di utilità reali su di essi prevalenti (nella fattispecie, il Tribunale ha qualificato il perfezionamento di una serie di contratti di subappalto di ingenti importi come atto di straordinaria amministrazione in quanto potenzialmente compromettente il patrimonio aziendale e ne ha rigettato la richiesta di sottoscrizione in quanto generante cospicui debiti prededucibili, che avrebbero reso fortemente rischiosa la soddisfazione della rimanente massa dei creditori, in assenza di idonee garanzie e cautele).


N.R.G. 41/2014

Il Tribunale di Forlì, composto dai magistrati
Dott. Orazio PESCATORE Presidente
Dott. Alberto PAZZI Giudice relatore ed estensore
Dott. Carmen GIRALDI Giudice

visto il ricorso presentato dal legale di [A…] ex art. 161, 7° c., l. fall. Instando affinché l’Ill.mo Tribunale di Forlì voglia autorizzare, ai sensi dell’art. 161, comma 7, l. fall., la sottoscrizione di quarantuno contratti di subappalto con i venti subappaltatori indicati nel prospetto contraddistinto al n. (1) secondo il modello standard contrattuale di cui al doc.to n. (2), nonché il pagamento dei corrispettivi dovuti, a fronte delle opere costituenti oggetto dei medesimi contratti, fino a concorrenza della somma di € 218.682,95.
visto il parere espresso in termini favorevoli dal Commissario Giudiziale;
considerato:
che [A…], coerentemente con il proprio proposito di presentare un piano di concordato in continuità aziendale, ha rappresentato l’ intenzione di dare prosecuzione all' attività d' impresa al fine di creare così una marginalità da destinare alla soddisfazione del ceto creditorio;
che la continuazione dell’ attività d’ impresa permetterebbe nel contempo di salvaguardare la condizione di impiego dei propri dipendenti e dell' indotto e di conservare la clientela acquisita;
che in questa prospettiva [A…] ha chiesto l' autorizzazione ad approvvigionarsi dei materiali e a procurarsi i servizi strumentali indispensabili per dare esecuzione ai contratti di appalto e subappalto in essere;
che [A…] non necessita di alcuna autorizzazione per dare prosecuzione ai contratti di appalto o subappalto già in essere al momento dell’ avvio della procedura concordataria;
che per contro il perfezionamento di contratti di fornitura o di subappalto per gli ingenti importi indicati potrebbe potenzialmente comportare una compromissione del patrimonio dell’ impresa e deve perciò essere qualificato come un atto di straordinaria amministrazione (“In tema di concordato preventivo, la valutazione in ordine al carattere di ordinaria o straordinaria amministrazione dell' atto posto in essere dal debitore senza autorizzazione del giudice delegato, ai fini della eventuale dichiarazione di inefficacia dell' atto stesso ai sensi dell' art. 167 legge fall., deve essere compiuta dal giudice di merito tenendo conto che il carattere di atto di straordinaria amministrazione dipende dalla sua idoneità ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori, in quanto ne determina la riduzione, ovvero lo grava di vincoli e di pesi cui non corrisponde l' acquisizione di utilità reali prevalenti su questi ultimi” Cass. 20.10.2005 n. 20291);
che la società ricorrente sta attualmente operando in diciotto cantieri per alcuni dei quali è stato superato il termine contrattuale previsto per la consegna, mentre in altri (cantiere [SV…]) sono state sollevate contestazioni in merito all' esattezza dell' adempimento;
che la società istante ha concluso con [M], pochi giorni prima dell' introduzione della procedura concordataria, un contratto di appalto che prevede la realizzazione di tre macrolotti per un corrispettivo complessivo di € 15.435.000;
che la documentazione disponibile non consente di compiere una ricognizione dello stato di avanzamento dei singoli cantieri allo scopo di verificare lo stato delle opere, l'esattezza della loro esecuzione e la probabile marginalità che verrebbe raggiunta tramite l' ultimazione dei lavori concessi in appalto;
che l’ intento di dare prosecuzione all' attività d' impresa deve essere apprezzato con peculiare cautela, tenuto conto della situazione di crisi che il normale espletamento di tale attività ha generato, al fine di non aggravare il dissesto già verificatosi;
che il blocco dei cantieri rischia di comportare un aggravio dell’ esposizione debitoria della società istante, la quale sarebbe chiamata a rispondere dei danni provocati dal proprio inadempimento;
che per contro la prosecuzione dell' attività rischia di gravare il patrimonio di [A…] di cospicui debiti prededucibili che porrebbero a forte rischio le possibilità di soddisfazione della rimanente massa dei creditori;
che la società istante ha rappresentato la volontà del committente di accelerare l' esecuzione dei lavori in quanto la maggior parte degli immobili risulta già da tempo promesso in vendita;
che [A…] nel contempo ha spiegato che la propria società committente ha ottenuto un finanziamento tramite l' erogazione di mutuo fondiario per la somma di € 3.800.000;
ritenuto che le contrapposte esigenze sopra evidenziate possano essere contemperate solo qualora la società istante:
a) produca in uno con le proprie relazioni mensili un' attestazione di un tecnico che certifichi lo stato di avanzamento dei lavori in ciascun cantiere, la coerenza degli stessi con le previsioni di progetto e la loro corretta esecuzione;
b) preveda contrattualmente per ciascun cantiere un meccanismo di verifica dello stato di avanzamento lavori da parte di un soggetto terzo, al cui esito [A…] avrà diritto di ottenere in tempi brevi il pagamento del corrispettivo maturato;
c) rappresenti che il proprio diritto a ottenere tale corrispettivo è munito di idonea garanzia prestata dal committente condizionata al solo buon esito delle verifiche mensili;
ritenuto che le ingenti spese oggetto della domanda in esame non possono essere autorizzate fino a quando non ricorrano le condizioni appena illustrate a garanzia della massa dei creditori;
per questi motivi
visto l’ art. 161, 7° c., l. fall., rigetta l' istanza presentata da [A…] in data al fine di essere autorizzata alla sottoscrizione di quarantuno contratti di subappalto e all' esecuzione del pagamento dei corrispettivi dovuti.

Forlì, 18 febbraio 2015.
Il Presidente
Il Giudice relatore ed estensore


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