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20 ottobre 2019

[15.06.2015] Trib. Forlì Ordinanza, 15/06/2015, est. Pescatore

Art. 16 bis c. 7 L. 221/2012 come modificato dalla l. 114/2014 , momento che legalmente determina la ricezione dell’atto depositato in via telematica processualmente rilevante

Art. 121 e 125 CPC – forma e contenuto atto di parte – vizi della volontà – rilevanza esclusione.

E’ inammissibile la richiesta di esonero dal pagamento del contributo unificato indirizzata al Presidente del tribunale, in seguito ad un duplice invio di deposito telematico avvenuto per errore, in quanto provvedimento non previsto dalla normativa vigente e non rientrante nei poteri del Presidente del tribunale;

Gli “atti processuali” depositati da una parte vanno interpretati oggettivamente in relazione all’avvenuto rispetto della forma e del contenuto previsti dalla legge; in altri termini la validità e l’efficacia degli atti processuali dipende dall’osservanza delle forme previste dalla legge, senza che sia possibile, né richiesto, alcun controllo sulle cause, sulla volontà intrinseca di chi l’ha posto in essere; quindi sono al di fuori di ogni rilievo eventuali vizi della volontà;

Ai sensi dell’art. 16 bis c. 7 L. 221/2012, come modificato dalla l. 114/2014, “il deposito con modalità telematiche si ha per avvenuto nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia” (RdAC); questo è il momento che legalmente determina la ricezione dell’atto processualmente rilevante; in alternativa, se la consegna non va a buon fine, il sistema genera un avviso di mancata consegna (AMC) (art. 16 c. 5 D.M. 44/2011)

TRIBUNALE DI FORLÌ


Il Presidente,

visto l’istanza formulata dall’avv. , quale difensore della , nei procedimenti iscritti ai n. r.g. 2638/2643 del 2015, con cui rappresentava di avere depositato una prima citazione il 5.6.2015 h. 15.58, ricevendo ad h. 15.59 ricevuta di accettazione e quindi ad h. 17.24 un risposta negativa (dicitura “formato file non ammesso. Sono necessarie verifiche tecniche..”), di tal che ne depositava una seconda, del tutto identica, alle h. 17.26, che invece aveva un iter interamente positivo (Rdac h. 17.26, controllo effettuato positivamente ad h. 17.27); che inopinatamente, come da mail ricevuta in data 8.6.2015 h. 8.47, anche il primo atto veniva definitivamente accettato; che quindi il secondo invio era avvenuto in base ad un errore scusabile, di tal che chiedeva disporsi la riunione dei processi, senza necessità di dover pagare un ulteriore contributo unificato;

rilevato

che la istanza in oggetto, per quanto attiene alla richiesta pagare un ulteriore contributo unificato, non contiene la richiesta di emanazione di un provvedimento previsto dalla normativa processuale; pertanto, essendo i provvedimenti assumibili dal giudice tipici ed espressamente previsti dalla legge processuale, già per ciò solo andrebbe ritenuta la inammissibilità della istanza;

che inoltre gli “atti processuali” depositati da una parte vanno interpretati oggettivamente in relazione all’avvenuto rispetto della forma e del contenuto previsti dalla legge; in altri termini la validità e l’efficacia degli atti processuali dipende dall’osservanza delle forme previste dalla legge, senza che sia possibile, né richiesto, alcun controllo sulle cause, sulla volontà intrinseca di chi l’ha posto in essere; in altri termini sono al di fuori di ogni rilievo eventuali vizi della volontà (quale ad es. l’errore che può aver condotto l’agente alla formazione di quel determinato atto processuale);

che quindi ciò rende del tutto inammissibile l’istanza;
che per altro, al fine di una completa disamina del caso, data la sua novità, è opportuno procedere ulteriormente nel merito, specificando che una volta inviato un atto da depositare in via telematica il sistema prevede i seguenti momenti :

1. l’invio di una ricevuta di accettazione inviata dal gestore alla PEC del difensore a conferma dell’avvenuto invio della busta;

2. l’invio di un ricevuta di avvenuta consegna (RdAC), proveniente dal gestore PEC del Ministero, con cui l’Amministrazione comunica che la busta è stata inoltrata con successo all’Ufficio Giudiziario di destinazione; ai sensi dell’art. 16 bis c. 7 L. 221/2012, come modificato dalla l. 114/2014 , “il deposito con modalità telematiche si ha per avvenuto nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia”; vale a dire che questo è il momento che legalmente determina la ricezione dell’atto processualmente rilevante; in alternativa, se la consegna non va a buon fine, il sistema genera un avviso di mancata consegna (AMC) (art. 16 c. 5 D.M. 44/2011)

3. l’invio, in automatico, di una terza mail riportante l’esito dei controlli formali operati sull’atto inviato: tali tipi di controllo, possono consistere in avvisi di allarme (error o warn), che non impediscono l’accettazione finale dell’atto da parte della cancelleria, accettazione che anzi è comunque dovuta (“Le cancellerie, in presenza di anomalie del tipo WARN o ERROR , dovranno sempre accettare il deposito, avendo cura di segnalare al giudicante ogni informazione utile in ordine alla anomalia” vedi circolare M.G. 28.10.2014) ;

4. l’invio di una mail finale da parte della cancelleria dell’Ufficio destinatario, contenente l’esito dell’intervento di accettazione.

Orbene è evidente che il momento essenziale è quello di cui al punto 2: ove il depositante riceva la notifica di avvenuta consegna (RdAC) il deposito si ha per legge avvenuto, ancorché debbano essere eseguiti ancora i controlli formali, effettuati dal sistema di cui al punto 3 e quelli, di cancelleria, di cui al punto 4. In alternativa il depositante riceverà un avviso di mancata consegna (AMC).

Orbene nel caso di specie è accaduto quanto segue, in relazione alla prima busta inviata, ad h. 15.58 il legale riceve la ricevuta di avvenuta consegna (RdAC), documento prodotto dal medesimo, vale a dire che già da questo momento il deposito doveva ritenersi legalmente perfezionato; ad h. 17.24 il legale riceve, a mezzo di un messaggio generato automaticamente (come espressamente si legge nello stesso), l’esito dei controlli automatici di cui al punto 3, che evidenziano una anomalia formale dell’atto, con riferimento al formato del file (“formato non ammesso”); la cancelleria procederà successivamente alla accettazione di cui al punto 4, accettazione che mai avrebbe potuto rifiutare.

Orbene la ricezione di un avviso di errore, relativo alla fase di cui al punto 3 (per altro dipendente da incompletezze formali verosimilmente imputabili allo stesso legale), non avrebbe mai potuto ingenerare l’errore sul mancato corretto deposito legale dell’atto, sia perché esso si era già perfezionato, sia perché comunque alla cancelleria non è dato di non accettare l’atto;

che in conclusione, essendosi osservate le forme di legge, correttamente sono state iscritte a ruolo due distinte procedure, come sarebbe avvenuto se fossero stati depositati due distinti fascicoli cartacei, ancorché del tutto identici;

nulla va disposto in ordine alla istanza di riunione essendo già vigente una diposizione tabellare che prevede che, in casi simili, i fascicoli vadano assegnati allo stesso magistrato, ovvero al magistrato assegnatario del primo fascicolo

PQM

Dichiara inammissibile l’istanza formulata.

Forlì, 15.6.2015

Il Presidente del Tribunale
(dr. Orazio Pescatore)


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