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20 ottobre 2019

[26.10.2015] Trib. Forlì, Ord. 26/10/2015 Pres. Pescatore, Est. Vacca

Trib. Forlì, Ord. 26/10/2015 Pres. Pescatore, Est. Vacca
Reclamo avverso ordinanza di incompetenza – impugnazione del solo capo relativo alle spese impossibilità di riesaminare questione di competenza – rigetto.
Il reclamo avverso un’ordinanza di incompetenza, con l’impugnazione esclusiva del solo capo relativo alla condanna al pagamento delle spese legali secondo il criterio della soccombenza, non permette l’esame delle doglianze presentate, qualora non sia richiesta anche la riforma della statuizione che sancisce l’incompetenza del giudice adito. La dichiarazione di incompetenza deve ritenersi presupposto logico e base della condanna alla rifusione delle spese legali e per consentire il riesame di questa è necessario che, insieme all’impugnazione concernente le spese, sia impugnata anche la decisione relativa all’incompetenza.
MOTIVAZIONE
P. S.p.a. ha premesso che con ricorso del 1.7.2015 aveva promosso un procedimento di ATP nei confronti di R. S.r.l. per far accertare lo stato e le condizioni dell’inverter completo da quest’ultima fornito, installato nel proprio impianto fotovoltaico, e in particolare delle cassette stringa, all’interno delle quali si era sprigionato un incendio in data 10.3.2015. Ha esposto la reclamante che con ordinanza resa in data 9.9.2015, il tribunale adito, accogliendo l’eccezione in tal senso sollevata dalla convenuta R., aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale a conoscere dell’ATP in forza della previsione contrattuale del foro di Vicenza come foro esclusivo per le controversie relative all’esecuzione del contratto, condannandola al pagamento delle spese legali.
P. ha proposto reclamo lamentando che il giudice di prime cure non aveva rilevato la mancanza di approvazione scritta e di doppia sottoscrizione delle condizioni generali di vendita allegate al contratto stipulato con R., con conseguente inapplicabilità della deroga convenzionale alla competenza del tribunale di Forlì, quale foro dell’obbligazione di garanzia dedotta in giudizio e su tali basi ha censurato la condanna alle spese di lite disposta con la suddetta ordinanza di incompetenza. Con il presente reclamo P. ha pertanto impugnato l’ordinanza del 9.9.2015 esclusivamente in punto di condanna alle spese.
R. si è costituita eccependo l’infondatezza e la carenza dei presupposti del reclamo essendo stata impugnata l’ordinanza solo sotto il profilo della condanna delle spese, senza censurare anche la decisione di incompetenza, pur costituendo la condanna alle spese un logico corollario della dichiarazione di incompetenza. Nel merito ha ribadito la correttezza della decisione, posto che le condizioni di fornitura e garanzia allegate al contratto ne costituivano parte integrante ed erano state anche oggetto di specifica trattativa, tanto che erano state apportate delle integrazioni. In ogni caso, la reclamata ha evidenziato che la competenza del foro di XX sussisteva anche secondo l’applicazione dei criteri ordinari di cui agli artt. 19 e 20 c.p.c., avendo R. la propria sede a XX, essendosi il contratto concluso presso la sede di R., luogo in cui l’obbligazione era stata eseguita (fornitura di merce, franco fabbrica e con installazione presso P. a cura di un terzo).
Ritiene il Collegio che il reclamo non possa essere accolto.
Come correttamente eccepito da R., P. ha espressamente impugnato l’ordinanza del 9.9.2015 solo in relazione al capo della condanna alle spese, senza tuttavia chiedere la riforma della statuizione sulla dichiarazione di competenza o contestare l’ammontare delle spese liquidate.
In assenza di specifica impugnazione della decisione sulla competenza – e dunque in assenza di domanda – il Collegio non può esaminare le doglianze sollevate su tale questione da P. Considerato che la condanna alle spese è avvenuta in applicazione del principio codificato della soccombenza e che P. non ha contestato la misura della liquidazione, il reclamo deve essere respinto, avendo il
primo giudice fatto corretto uso della disciplina relativa alle spese, ponendole a carico della parte risultata soccombente sulla questione di competenza.
Né è possibile, come sostenuto dalla reclamante nel foglio di deduzioni, un accertamento incidentale della questione di competenza ai soli fini della soccombenza, non essendovi stata alcuna richiesta in tal senso ed avendo P. esplicitamente dichiarato di impugnare l’ordinanza solo in punto alla condanna alle spese, tanto che anche in sede di conclusioni ha chiesto la revoca dell’ordinanza solo per il capo relativo alle spese. In assenza di domanda il Collegio non può pertanto riesaminare la questione della competenza, non ricorrendo neppure i presupposti per un esame ai soli fini della c.d. “soccombenza virtuale”, che consente una delibazione del merito ai soli fini della decisione sulla spese, in presa di intervenuta cessazione della materia del contendere (situazione qui non ricorrente).
Il reclamo va quindi respinto.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo ex d.m. 55/2014 (tabella procedimenti di istruzione preventiva, scaglione di valore indeterminato).
P.Q.M.
……………
Così deciso a Forlì nella camera di consiglio del 26/10/2015
Il Presidente
Dr. Orazio Pescatore
Il Giudice relatore
Dr.ssa Barbara Vacca

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