salta al contenuto

20 ottobre 2019

[..] Trib. Forlì, Sentenza 440 1/2015 del 29.04.2015, pres. Pescatore, est. Ramacciotti.

Trib. Forlì, Sentenza 440 1/2015 del
29.04.2015, pres. Pescatore, est. Ramacciotti.



 



Decreto giudice tutelare – Reclamo – Respinto – Revoca ex art. 742
c.p.c. – Inammissibilità.



 



E’ inammissibile la revoca ai
sensi dell’art. 742 c.p.c. del decreto con cui è stato respinto il reclamo
avverso il decreto del giudice tutelare. Occorre coordinare quanto disposto
dagli art. 739, 3° comma e 742 c.p.c.: il decreto emesso dal Tribunale in sede
di reclamo ha carattere di decisorietà e definitività e non risulta né revocabile
né modificabile, a differenza dei provvedimenti camerali privi dei suddetti
caratteri. La revoca costituisce così un rimedio alternativo, non più
invocabile allorché sia stato proposto reclamo avverso un decreto, salvo che
non siano intervenuti dei fatti sopravvenuti.



 



Tutore – Rimozione dall’ufficio – Decreto – Reclamo – Respinto – Revoca
ex art. 742 c.p.c. – Legittimazione ad agire – Non sussiste.



 



Difetta di legittimazione a
proporre il ricorso ex art. 742 c.p.c. per la revoca del decreto con cui è
stato respinto il reclamo avverso il decreto del giudice tutelare, il tutore
rimosso dall’incarico, non essendo configurabile in capo a lui la titolarità di
una propria ed autonoma situazione giuridica soggettiva suscettibile di
lesione. L’unico interesse riscontrabile in capo al tutore è il regolare
svolgimento del procedimento di revoca, già vagliato nel corso della fase di
reclamo ex art. 739 c.p.c..



 



R.G. 440 1/2015



 



 



Rilevato che De.
St. Co. Ad. ha domandato, ai sensi dell’art. 742 c.p.c., la revoca del decreto
emesso da questo Tribunale in data 9.04.2015, con cui è stato respinto il
reclamo avverso il decreto del Giudice tutelare di Forlì che ha rimosso il
ricorrente dall’ufficio di tutore di P. I.;



Rilevato che l’art.
739 c.p.c., nell’attribuire il rimedio del reclamo al Tribunale avverso i
decreti del Giudice tutelare, esclude poi, al 3° comma,  l’esperibilità
del rimedio anzidetto contro i decreti della Corte d’Appello e contro quelli
pronunziati dal Tribunale in sede di reclamo;



che il successivo
art. 742 c.p.c. qui invocato dall’istante per la revoca del provvedimento
emesso dal Tribunale in sede di reclamo stabilisce che “i decreti possono
essere in ogni tempo modificati o revocati
”;



che occorre
coordinare le due disposizioni richiamate, al fine di stabilire se la
revocabilità e modificabilità sancite dall’art. 742 c.p.c. siano estensibili ai
decreti – come nella specie emessi  in sede di reclamo al Tribunale;



che dottrina e
giurisprudenza si sono interrogate, nel silenzio del legislatore  in
ordine alla revocabilità del decreto emesso dal Tribunale in sede di reclamo ex
art. 739 c.p.c.;



che l’orientamento
prevalente, cui questo Collegio ritiene di aderire, è nel senso che la revoca
contemplata dall’art. 742 c.p.c. rappresenti un rimedio alternativo, non più
invocabile allorché sia stato proposto reclamo, salvo che siano intervenuti
fatti sopravvenuti (in tal senso Cass. civ., 01/03/1983, n. 1540; Trib. Catania
7.11.1989, App. Milano 20.03.1963; App Milano 17.11.1964; Trib. Torino,
04/04/1989 secondo cui “il giudice adito per la revoca del provvedimento ai
sensi
color:black;text decoration:none;text underline:none">dell'art. 742 c.p.c. non può sindacare
la soluzione delle questioni giuridiche e la valutazione dei fatti espresse dal
giudice che lo ha emesso e confermate in sede di reclamo, atteso che il primo
giudice può unicamente disporre la revoca del provvedimento sulla base di fatti
sopravvenuti alla emissione di quest' ultimo
”);



che la Cassazione si è
pronunziata nello stesso senso con riguardo al decreto con il quale la Corte di appello provvede,
su reclamo delle parti ex
art.
739 c.p.c. alla revisione delle condizioni inerenti
ai rapporti patrimoniali fra i coniugi divorziati ed al mantenimento della
prole, attribuendo allo stesso  carattere decisorio e definitivo e
chiarendo che tale decreto, per tale carattere di decisorietà e definitività,
costantemente affermato dalla Corte, non è revocabile né modificabile ai sensi dell'art.
742 c.p.c., “il quale nel prevedere in via
generale che i provvedimenti camerali possano essere in ogni tempo modificati o
revocati riguarda unicamente i provvedimenti camerali privi dei suddetti
caratteri, stante la incompatibilità logica e sistematica della decisorietà e
definitività del provvedimento con la sua revocabilità e modificabilità da
parte del giudice che l'abbia emesso
”; con la conseguenza che  un
eventuale provvedimento di revoca o di modifica ex art. 742 c.p.c. deve ritenersi emanato dal giudice in carenza assoluta di
potere giurisdizionale al riguardo e privo di effetti giuridici (Cass. civ.
Sez. I, 31 10 2005, n. 21190);



considerato che nel
caso in esame non sono stati allegati fatti sopravvenuti, essendosi il
ricorrente limitato a riproporre esattamente le medesime doglianze fatte valere
in sede di reclamo;



0cm;text align:justify;line height:200%">considerato, infine, che anche a voler ritenere esperibile il
rimedio della revoca farebbe comunque difetto la legittimazione ad agire del
De. St., non essendo astrattamente configurabile in capo all'ex tutore, rimosso
dall’ufficio e dunque privo nella fattispecie di un ruolo giuridicamente
rilevante, la titolarità di una propria ed autonoma situazione giuridica
soggettiva suscettibile di lesione e, pertanto, di tutela giurisdizionale;



0cm;text align:justify;line height:200%">che, peraltro, l’unico interesse facente capo al ricorrente, ossia
quello alla regolarità del procedimento di revoca dall’ufficio di tutore, è già
stato fatto valere e vagliato da questo Collegio nel procedimento di reclamo ai
sensi dell’art. 739 c.p.c. avverso il decreto del Giudice tutelare;



ritenuto, quindi,
che per le ragioni sopra esposte, il ricorso ex art. 742 c.p.c. proposto da De.
St. Co. Ad. vada dichiarato inammissibile



                                                                   P.Q.M.



                                                                  
(omissis)



 



Così deciso nella
Camera di Consiglio in data 29.04.2015



 Il Giudice relatore                                             Il Presidente



Eleonora Ramacciotti                                   Orazio
Pescatore



 


Documenti Allegati

Cerca...



Amministrazione Trasparente
Fallimenti Forlì
Aste e Fallimenti Forlì-Cesena
Aste Annunci Tribunale Forlì-Cesena
Aste e Avvisi Tribunale Forlì-Cesena

InfoWeb

  • Accessi unici: 649354
  • Pagine viste: 1445328
  • Utenti Connessi: 31
  • IP: 3.209.80.87