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20 ottobre 2019

[12.12.2015] Trib. Forlì, Sentenza, 12/12/2015, est. Giraldi

Trib. Forlì, Sentenza, 12/12/2015, est. Giraldi

Legittimazione passiva società estinta intervento ad adiuvandum soci inammissibilità azione

La citazione in giudizio della società, in un momento successivo all'estinzione a seguito della cancellazione dal registro delle imprese, determina l’inammissibilità dell’azione proposta per carenza di legittimazione passiva della stessa.

La cancellazione volontaria dal registro, dal momento in cui si verifica l’estinzione, impedisce che la società possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio, dovendosi al contrario proporre l’azione direttamente nei confronti dei soci, nei confronti dei quali non si estende automaticamente la domanda nel caso di intervento ad adiuvandum. .

L’estinzione realizza un fenomeno successorio, per il quale i debiti dei terzi insoddisfatti dalla liquidazione si trasferiscono in capo ai soci che ne rispondono nei limiti di quanto riscosso dalla liquidazione oppure illimitatamente, a seconda che questi fossero o meno illimitatamente responsabili durante l’attività della società.

Sentenza

B. ha proposto appello avverso la sentenza emessa dal Giudice di Pace, eccependo la mancanza di legittimazione passiva e l’inattendibilità delle prove poste a fondamento della decisione, veniva eccepita la decadenza e contestato il quantum. L’appellato costituendosi chiedeva il rigetto della domanda. L’appello deve essere accolto. Si rileva che la ditta T. e G. successivamente alla cancellazione avvenuta il 1.2.2005, è stata convenuta in giudizio mentre i soci in proprio sono solo intervenuti ad adiuvandum. Trattandosi di intervento adesivo dipendente la domanda non può ritenersi automaticamente estesa nei loro confronti.

In punto di diritto si rileva che in relazione ai rapporti, originariamente facenti capo alla società estinta a seguito della cancellazione dal registro, che tuttavia non siano stati definiti nella fase della liquidazione, si realizza un fenomeno successorio per cui i debiti insoddisfatti che la società aveva nei riguardi dei terzi si trasferiscono in capo ai soci. Il debito non ha natura nuova ma s'identifica col medesimo debito che faceva capo alla società, conservando intatta la propria causa e la propria originaria natura giuridica ( Cass. 3 aprile 2003, n. 5113). Di recente le SSUU della Suprema Corte ( 2013/6070) ha enunciato il seguente principio di diritto :

"Qualora all'estinzione della società, conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: a) le obbligazioni si trasferiscono ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, essi fossero o meno illimitatamente responsabili per i debiti sociali".

"La cancellazione volontaria dal registro delle imprese di una società, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società medesima, impedisce che essa possa ammissibilmente agire o essere convenuta in giudizio”.

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