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20 ottobre 2019

[22.01.2016] Comitato disciplinare dell’albo dei CTU – 22.1.2016 – Pres. Pescatore est. Pescatore.

CTU modalità di svolgimento delle operazioni peritali – diritto delle parti al contraddittorio e di essere informati di ogni attività al fine di potervi prendere parte – divieto di incontri separati, ove non espressamente concordati con le parti – divieto di incontri riservati le operazioni di CTU, ivi comprese quelle della elaborazione di una eventuale ipotesi conciliativa, debbono avvenire alla presenza di tutte le parti interessate, o comunque in modo di consentirne la presenza; infatti il codice prevede che il CTU, anche quando agisce “da solo”, deve comunque mettere le parti in condizioni di poter intervenire direttamente (art. 194 cpv. CPC) eventuali diverse modalità procedurali – da ritenersi di carattere eccezionale , non possono essere imposte e debbono essere espressamente concordate tra tutti gli interessati ed avere il loro consenso il codice non ammette che atti di un pubblico ufficiale qual è il C.T.U. possano avvenire in forma “riservata”, e quindi essere privi di ogni riscontro formale, che dia atto dell’attività svolta

Il COMITATO DISCIPLINARE

Composto da: dr. Orazio Pescatore, Presidente del Tribunale; dr. ssa Sara Posa per la Procura della Repubblica Ing. Andrea Bassi, per l’Ordine degli Ingegnieri nel procedimento disicplinare a carico di XX, consulente iscritto all’albo degli Ingegneri di questo Tribunale, , nei confronti del quale è stato formulato il seguente addebito: “quale CTU nominato nell’ambito della controversia civile n. veniva meno al proprio dovere di imparzialità precedendo ad un incontro informale con il CT ed il legale di una parte, senza darne comunicazione ovvero convocare la controparte ed il suo CT” .
In Forlì il
RILEVATO
che si procede nei confronti dell’incolpato per i fatti di cui in oggetto; che, sentito l’interessato, i fatti sono così ricostruibili: XX nell’espletamento dell’incarico di CTU assegnatogli nell’ambito della controversia civile n. , dopo un primo incontro …ravvisava la possibilità di ipotesi conciliative e pertanto comunicava di voler procedere ad “un incontro disgiunto con gli architetti, poi vedremo se trovarci assieme” (mail 12.5.2015 h. 8.58 diretta unicamente all’arch. C); seguiva, tra l’altro, una mail del 28.5.2015, sempre diretta all’arch. C, in cui ravvisava la necessità di “condurre una verifica con le parti per accertare l’entità delle divergenze”, che a dire dell’incolpato doveva intendersi come intenzione di incontrare le parti separatamente ed in modo riservato (così nelle difese presentate); che in data 17.6.2015 avveniva in effetti un incontro con i CTP dei convenuti …, senza la presenza del CTP di parte attrice geom. ZZ, incontro che fu organizzato dal CTU senza darne comunicazione o notizia a quest’ultimo; che l’incontro del 29.6.2015 era finalizzato ad incontrare il solo geom. ZZ, e per tale motivo non ne venne data comunicazione alle altre controparti; l’incontro avvenne presso lo studio del difensore di parte attrice, non disponendo il CTU un proprio studio professionale; che è indubbio che le operazioni di CTU, ivi comprese quelle della elaborazione di una eventuale ipotesi conciliativa, debbono avvenire alla presenza di tutte le parti interessate, o comunque in modo di consentirne la presenza; che infatti il codice prevede che il CTU, anche quando agisce “da solo”, deve comunque mettere le parti in condizioni di poter intervenire direttamente (art. 194 cpv. CPC) che quindi, eventuali diverse modalità procedurali – da ritenersi di carattere eccezionale , non possono essere imposte e debbono essere espressamente concordate tra tutti gli interessati ed avere il loro consenso, il che non è avvenuto nel caso di specie, né la mera dichiarata intenzione di voler agire con tali modalità (mail 12.5.2015 h. 8.58, per altro diretta ad una sola delle parti) appare requisito sufficiente a garantire la legittimità e correttezza della procedura seguita; del resto che, al di là dei buoni intendimenti del CTU, la procedura anomala non fosse stata previamente chiaramente concordata, appare evidente dalla descrizione che ne dà l’arch. C, CTP di parte convenuta, che nel dare atto dell’incontro del 17.6.2015 e della mancata presenza del CTP di parte attrice, non la riconduce al fatto che si trattava di un incontro che dovesse avvenire solo in presenza delle parti resistenti, così come, nel dare atto del mancato invito a partecipare all’incontro del 29.6.2015, non lo riconduce alle peculiari modalità concordate nell’espletamento dell’incarico; il predetto ha espressamente contestato la irritualità tale modo di agire, ritenendo comunque più opportuna la presenza di tutte le parti anche ai fini conciliativi (mail 2.7.2015 diretta al CTU); il codice poi non ammette che atti di un P.U. possano avvenire in forma “riservata”, e quindi privi di ogni riscontro formale che dia atto dell’attività svolta; che in altri termini il CTU ha agito con modalità diverse da quelle previste dal codice, non concordate e quindi non consentite, comunque agendo con leggerezza ed in modo non chiaro nel rappresentare correttamente alle parti i suoi intendimenti; che anche l’effettuare l’incontro presso lo studio del difensore di una parte, appare modalità del tutto inusuale ed inopportuna, non giustificata dal fatto che il CTU non disponesse di un proprio studio, potendosi quantomeno ricorrere ai locali dell’Ordine professionale; che, così agendo, l’incolpato ha fatto apparire una propria carenza di imparzialità; che per altro è indubbio che, nella sostanza, una mancanza di imparzialità non si è mai verificata (in altri termini il CTU, così come aveva incontrato separatamente le parti resistenti, così ora voleva fare con parte attrice, ritenendo – erroneamente così di seguire una modalità corretta), di tal che la condotta impropria va sanzionata con la più leggera delle sanzioni; PQM Visto l’art. 20 d.a. CPC, commina all’incolpato la sanzione dell’Avvertimento. Dispone che il presente provvedimento venga notificato all’incolpato e comunicato all’Ordine di appartenenza per quanto di eventuale competenza.

Forlì, 22.1.2016

Il Presidente del Tribunale est. (dr. Orazio Pescatore)

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